Il corso
La “Settimana” si svolgerà quest’anno dal 6 al 12 luglio, con arrivi il 6 e partenze il 13, presso la sede della Casa Museo Ivan Bruschi, di fronte alla chiesa di Santa Maria della Pieve.


Il concerto finale, come ormai da tradizione, si terrà nella vicina Chiesa di San Pier Piccolo, la sera del 12 luglio.
Repertorio
Il corso è pensato per tutti gli studenti che desiderano approfondire la conoscenza del repertorio medievale più impegnativo, sviluppando al contempo le proprie capacità esecutive.
Il corso si concentrerà sul Codice franco-cipriota Torino J.II.9: Ballate, Rondeaux e Virelai Francesi in stile Ars Subtilior. Si tratta di un repertorio unico, raramente ascoltato e sconosciuto, poiché a questi brani non è associato alcun nome di compositore.
Le lezioni saranno disponibili per flauto, viella, canto, liuto, arpa, organetto e notazione medievale, ma, come sempre, il corso è aperto a qualsiasi strumentista o musicista interessato a questo repertorio.
Docenti

Kees Boeke
Kees Boeke è un artista di fama internazionale nel campo della musica antica, specializzato in flauti dolci e viella medievale, sia come esecutore, sia come insegnante e direttore. Ha registrato oltre ottanta CD per Teldec, Das Alte Werk, EMI, RCA, Nuova Era, Channel Classics, Arcana, Symphonia, Attacca, Erato, Philips, Stradivarius, Glossa, Mirare e per la sua etichetta, Olive Music, fondata nel 2001. La sua attività nell’ambito della musica medievale è iniziata come membro dell’ensemble Syntagma Musicum di Kees Otten negli anni ’70 ed è proseguita con i rinomati ensemble Sour Cream (1972), Little Consort Amsterdam (1978) e Mala Punica (1989). Nel 2003 ha fondato l’ensemble medievale Tetraktys. Tiene regolarmente masterclass in tutto il mondo, tra cui Amsterdam, Lipsia, Tokyo, Seul, Taiwan, Tel Aviv e Innsbruck. Insieme a Jos Haring, è coautore della collana Olive Music Editions, che attualmente comprende il Codice di Modena, il Codice di Praga, Textless & Instrumental Monophony 1180-1500, le Opere di Anthonello da Caserta e l’integrale delle opere di Solage. Attualmente stanno preparando l’edizione completa del celebre Codice di Chantilly.
Nel 1970 Kees Boeke ha cominciato ad insegnare al Conservatorio Reale dell’Aia e nel 1975 allo Sweelinck Conservatorium di Amsterdam. Dal 1990 è stato docente di Flauto e Musica Antica presso l’Università di Musica e Teatro di Zurigo. Dal 2006 al 2014 è stato titolare della cattedra di musica medievale e rinascimentale presso l’Istituto di Musica Antica di Trossingen (Germania).
Inoltre ha condotto in tutto il mondo seminari e masterclasses di Flauto e Musica Antica – tra l’altro per l’Accademia Deller (Lacoste, Francia, 1972-1982), ai Corsi Internazionali di Musica Antica (Urbino, Italia, 1975-1982), e presso il Festival di Musica Antica di Vancouver – ed è stato responsabile in qualità di direttore artistico ai Corsi Internazionali di Musica Antica di San Floriano (Polcenigo, Italia, 1983-1993). Dal 1989 ha collaborato con l’Accademia Musicale Chigiana di Siena, per la quale nel 1994 ha prodotto I Vespri (Salmi per 4 cori, 1612) di Ludovico da Viadana.
Nel 1996, Kees Boeke ha iniziato a lavorare come direttore musicale per l’Ensemble Cantica Symphonia, con il quale ha registrato mottetti di Costanzo Festa e messe di Guillaume Dufay. E’ stato invitato come direttore ospite dal gruppo vocale e strumentale “L’Homme Armé” di Firenze e dall’Ensemble Ars Nova Copenhagen tenendo concerti in Olanda, Belgio e Danimarca. Nel corso degli anni, ha collaborato con lo Hilliard Ensemble per concerti e incisioni di musiche di Heinrich Isaac, Orlando di Lasso e Philippe de Monte.
Dal 2001 ha collaborato a stretto contatto con il Prof. Laurenz Lütteken (Università di Zurigo) per progetti e seminari nel campo della musica medievale, rinascimentale e barocca.
Dal 1980 vive in Toscana ed è produttore di Olio extra vergine di oliva.
Claudia Caffagni
Cresciuta in un ambiente musicalmente fertile, Claudia Caffagni ha iniziato lo studio del liuto sotto la guida del padre Mirco all’età di tredici anni. Ha poi studiato con Federico Marincola e Jacob Lindberg, con il quale ha conseguito il diploma in “esecuzione di liuto” presso il Royal College of Music di Londra nel 1989; in seguito ha studiato alla Schola Cantorum Basiliensis con Hopkinson Smith, specializzandosi in musica barocca tedesca. Parallelamente allo studio dello strumento, ha approfondito anche le fonti, la notazione e la trattatistica necessarie, concentrando in seguito il suo interesse sul repertorio medievale.
Nel 1986 è stata tra i fondatori dell’ensemble di musica medievale laReverdie, uno dei più importanti gruppi a livello internazionale, dedicato allo studio e all’interpretazione del repertorio medievale. Con l’ensemble laReverdie svolge un’intensa attività concertistica, partecipando ai più prestigiosi festival in tutta Europa. Dal 1993 incide regolarmente per l’etichetta ARCANA, in coproduzione con la WDR (Westdeutscher Rundfunk), con 17 incisioni che hanno ricevuto numerosi premi (tra cui il Diapason d’Or de l’Année 1993, Finalista 2010 e Finalista 2013 ai Midem Classical Awards, Early Music).
Parallelamente alla sua intensa attività musicale, nel 1994 si è laureata in Architettura con il massimo dei voti e la lode presso lo IUAV con una tesi dal titolo “Temperamento in musica e architettura: la Schola Riccatiana”. Sullo stesso argomento, è stato pubblicato da Leo S. Olschki il suo intervento al convegno dedicato a Giordano Riccati tenutosi presso la Fondazione Cini di Venezia nel 2010.
Ha recentemente pubblicato l’articolo “Omaggio a Johannes Ciconia. Marce Marcum imitaris: un modello per i mottetti di Ciconia” per la rivista Marcinum, II/2012. L’articolo “Una nuova edizione del mottetto italiano del Trecento Marce, Marcum imitaris” è in preparazione per il Journal of Alamire Foundation.
In occasione del ventesimo anniversario dell’ensemble laReverdie (1986-2006), in vista dell’esecuzione della Missa Sancti Jacobi di Guillaume Du Fay, ha curato una trascrizione completamente riveduta e corretta di quest’opera, dal codice Q15 (Bologna, Museo Internazionale e Biblioteca della Musica) che, presentata nel 2014 al premio “Luigi Gaiatto” promosso dalla Fondazione Ugo e Olga Levi, ha ricevuto una menzione speciale.
Ha insegnato “Pratica esecutiva della musica antica” al Conservatorio di Trieste dal 2001 al 2006 e tiene regolarmente corsi e seminari internazionali in Italia (Urbino, Parma, ecc.) e all’estero. Dal 2005 è docente di Musica Medievale presso la Civica Scuola di Musica di Milano. Dal 2007 al 2015 ha insegnato Mittelalterlaute e Früe Notationskunde presso la Staatliche Hochschule für Musik Trossingen (Università di Musica di Trossingen/Istituto di Musica Antica).


Jill Feldman
Jill Feldman ha insegnato all’Università delle Arti di Zurigo, al Conservatorio Reale dell’Aia e ha tenuto regolarmente masterclass e workshop per l’Associazione Amici della Musica di Firenze, l’Academia de Musica Antiga de Lisboa, il Seminario Internazionale di Musica Antica – Tel Aviv, l’IYAP di Anversa, i Cursos Internacionales Manuel de Falla di Granada, in Giappone e in Corea del Sud.
Ha studiato canto con Lillian Loran a San Francisco e si è laureata all’Università della California a Santa Barbara. Si è poi specializzata in musica antica a Basilea sotto la guida di Andrea Von Ramm.
Successivamente ha debuttato in tre importanti produzioni: Orfeo di Monteverdi a Berkeley, California, Erismena di Cavalli al Festival dei Due Mondi di Spoleto e l’acclamato Ordo Virtutum di Hildegard von Bingen con il gruppo medievale Sequentia.
Dal 1981 al 1986, Jill Feldman ha cantato con William Christie e Les Arts Florissants. Con questo gruppo ha registrato dodici dischi, tra cui l’opera Médée di Marc Antoine Charpentier nel ruolo del titolo, che ha ricevuto il premio della rivista Gramophone (Londra), il premio Charles Cros (Parigi) e il Grand Prix du Disque (Montreux) nel 1985. Da allora, ha preso parte a più di cinquanta registrazioni.
Nel 2003 ha fondato con il marito, Kees Boeke, la casa discografica Olive Music, per la quale hanno registrato quattro programmi medievali: Trecento (da Machaut a Ciconia), Chansons di Guillaume Dufay, O tu cara sciença mie musica (Codice Squarcialupi) e Codice Chantilly; Consort Songs di William Byrd e contemporanei, Les Leçons de Ténèbres di Charpentier, Delalande, Couperin e “Songs” di Charles Ives.
Jill Feldman è stata invitata da direttori d’orchestra come Frans Brüggen (Die Schöpfung di Haydn), Andrew Parrot (Vespri carmelitani di Handel), Jordi Savall (Mottetti di Delalande), Nicholas McGegan (la cantata Tirsi Clori e Fileno e l’oratorio Susanna di Handel) e René Jacobs (Orontea di Cesti e Xerse di Cavalli). Ha interpretato il ruolo di Armida in Lo castello liberato di Stradella al Teatro di Modena e il ruolo di Vita in La Vita Humana di Marrazzoli al Glasgow Tramway.
Nell’ambito della musica contemporanea collabora con l’ensemble Duix con il quale ha tenuto concerti, tra l’altro, a Villa Medici a Roma, a Santa Maria delle Grazie a Milano e al Festival Ysbreker di Amsterdam.
Programma
Lunedì 6 luglio
mattina/pomeriggio Arrivo
18:00 Incontro con tutti nella chiesa di San Pier Piccolo.
Martedì 7 luglio Chiesa di S. Pier Piccolo
| 9:30 | Lezione di gruppo Kees Boeke: come approcciare il repertorio subtilior del Codice J.II.9 di Torino |
| 11:00 | Ensemble 1/lezioni di canto (via Pescaia) |
| 12:00 | Ensemble 2/lezioni di canto |
| 13:00 | Pausa pranzo |
| 14:15 | Notazione del XIV secolo 1 (Claudia Caffagni) |
| 15:30 16:45 | Ensemble 3 Ensemble 4 |
Mercoledì 8 luglio
| 9:00 | Lezione di gruppo Kees Boeke: come affrontare una canzone del XIV secolo |
| 9:45 | Lezione di gruppo Claudia Caffagni: Notazione del XIV secolo 1 |
| 10:40 | Lezioni individuali (cantanti e strumentisti) |
| 13:00 | Pausa pranzo |
| 14:15 | Notazione del XIV secolo 2 (livello avanzato) |
| 15:00–18:30 | Ensembles |
Giovedì 9 luglio
| Mattina | |
| 14:15 | Notazione del XIV secolo 2 (livello avanzato) |
| 15:00–18:30 | Musica d’insieme 4, 5, 6 |
Venerdì 10 luglio
| 9:00 | Lezione di gruppo Kees Boeke: come affrontare una canzone del XIV secolo |
| 9:45 | Lezione di gruppo Claudia Caffagni: Notazione del XIV secolo 1 |
| 10:40 | Lezioni individuali (cantanti e strumentisti) |
| 13:00 | Pausa pranzo |
| 14:15 | Notazione del XIV secolo 2 (livello avanzato) |
| 15:00–18:30 | Musica d’insieme 1, 2, 3 |
Sabato 11 luglio
| 9:00 | Lezione di gruppo Kees Boeke: come affrontare una canzone del XIV secolo |
| 9:45 | Lezione di gruppo Claudia Caffagni: Notazione del XIV secolo 1 |
| 10:40 | Lezioni individuali (cantanti e strumentisti) |
| 13:00 | Pausa pranzo |
| 14:15 | Notazione del XIV secolo 2 (livello avanzato) |
| 15:00–18:30 | Musica d’insieme 4, 5, 6 |
Domenica 12 luglio
| 9:00–13:00 | Prove (Ivan Bruschi) |
| 13:00 | Pausa pranzo |
| 15:00–17:30 | Prova generale per il concerto finale (Chiesa SPP) |
| 18:30 | Concerto finale |
| Dopo | Cena di gruppo |
Lunedì 13 luglio
| Mattina | Partenza |

La sede – Il Palazzo del Capitano
Un’antica e nobile dimora storica si apre al pubblico con i suoi tesori.
Per volontà di Ivan Bruschi la sede dell’omonima Fondazione è posta nel Palazzo del Capitano del Popolo, uno degli edifici civili del primo Trecento più eleganti di Arezzo.
Ubicato davanti alla famosa Pieve romanica di Santa Maria, nella parte alta della città storica dove sono conservate le memorie più insigni e le sedi secolari delle autorità cittadine, il “Palazzo del Capitano” deve probabilmente il suo nome dall’essere stato la sede della Parte Guelfa di Arezzo e forse del Capitano di Giustizia. Già casa dei Lodomei, l’edificio fu poi proprietà dei Camaiani, la famiglia guelfa che ne venne in possesso nel ‘300. Viene indicato anche come Palazzo della Zecca poiché, come risulta dai documenti, all’inizio del XIV secolo divenne per un periodo la residenza degli Ufficiali di Gabella e nel XV sec. degli Ufficiali pubblici fiorentini.
L’origine del Palazzo risale al secolo XIII quando venne costruito su un edificio ancora più antico. La storia del Palazzo del Capitano del Popolo è in parte raccontata dagli stemmi posti sulla facciata dell’edificio. Quelli ancora leggibili, inseriti nella facciata a rompere l’ordine originario della tessitura muraria, raffigurano gli emblemi del Comune di Arezzo (croce d’oro in campo rosso), della famiglia Camaiani (fondo turchino con una banda d’oro di traverso ed in cima un rastrello rosso con tre gigli d’oro tra i denti) e del Comune di Firenze (il giglio). Se ne deduce che nel ‘400 l’edificio fosse già di proprietà del Governo della città e forse solo dopo il 1384, anno della fine dell’indipendenza aretina, vi fu posta la Zecca.
Osservando il Palazzo si può notare, ben evidente, l’ampia ferita causata dal bombardamento che il 2 dicembre del 1943 colpì gravemente il centro storico di Arezzo: la parte originaria del palazzo è chiaramente riconoscibile da quella riedificata alla fine degli anni ’60 da Ivan Bruschi, nel contesto di un intervento che ha riguardato anche la ricostruzione degli ambienti interni dell’antico edificio.
La bella e severa facciata del Palazzo è a conci regolari di pietra serena, posti in risalto dalla visione prospettica e dal gioco di luci che le conferisce la singolare posizione sul forte piano inclinato di Via dei Pileati. Le scansioni nette e pulite della struttura determinano la fisionomia architettonica del Palazzo: i quattro portali, di cui uno assai largo, ad arco ribassato al piano terra, la lineare cornice con semplice decorazione, le cinque finestre del piano nobile, che ripetono l’andamento delle aperture terrene, per giungere infine alle piccole finestre ubicate sotto l’ampia gronda, il cui spazio è valorizzato dalla sottolineatura dell’ultimo marcapiano.
L’entrata al Palazzo conferma l’impressione di severità tipicamente toscana, che nella penombra dell’ampio ingresso diviene armoniosa ed austera nobiltà. Le alte pareti, valorizzate da un prezioso lapidario e coperte da volte a crociera su peducci in pietra serena, e il gioco volumetrico del corridoio che segue al primo atrio di accesso, conducono al chiostro interno in stile quattrocentesco, ravvivato al centro da un antico pozzo e da una loggia con colonne in pietra serena dai pregevoli capitelli a foglie di acanto. Seguendo il percorso prospettico del piano terra, definito in lontananza dalla sorgente luminosa del secondo cortile, si accede ad ampie sale coperte a volte. Eleganti e sempre connotati da austerità i saloni del primo piano, in cui si possono ammirare i soffitti lignei ben conservati e dalle cui finestre si ha un’insolita e straordinaria visione della facciata romanica della Pieve. La presenza nei diversi ambienti di portali, mensole e camini in pietra serena ricorda la struttura quattrocentesca dell’immobile, in cui Ivan Bruschi dimorò fino alla sua scomparsa.
Eventi
FIERA DELL’ANTIQUARIATO
La Fiera dell’Antiquariato di Arezzo, che si tiene ogni primo sabato e domenica del mese, è la più grande d’Italia, con oltre 500 espositori. Prima a svolgersi in Italia, nel 1968, è la più conosciuta e frequentata. Qui, i visitatori possono fare un tuffo nel passato, assaporando il piacere della scoperta, immergendosi in una varietà impressionante di oggetti di epoche diverse. Ogni edizione della Fiera conta in media ventimila visitatori: collezionisti, antiquari, turisti o semplicemente curiosi si concedono una stimolante passeggiata all’aperto tra le bancarelle che espongono nei luoghi più caratteristici del centro storico, avendo a disposizione i più disparati pezzi d’antiquariato: mobili, libri antichi, dipinti, ceramiche, ferramenta artistica, vetrate liberty, antichi strumenti scientifici e professionali, orologi, argenti, gioielli, pizzi e ricami, collezioni di vario genere, oggetti art déco, modernariato. Chiunque l’abbia visitata, italiano o straniero, porta a casa un ricordo indimenticabile della nostra città: è davvero un evento da non perdere!


GIOSTRA DEL SARACINO
La Giostra del Saracino è lo spettacolo folcloristico più emozionante e caratteristico di Arezzo. Alla Giostra partecipano i rappresentanti dei quartieri cittadini, indossando magnifici costumi medievali. I quattro quartieri si distinguono per i loro diversi colori: Porta Crocifera rosso-verde; Porta Sant’Andrea bianco-verde; Porta Santo Spirito giallo-blu; Porta del Foro giallo-cremisi. Dopo una suggestiva sfilata per le vie e le piazze della città, in un variopinto corteo di musici, sbandieratori, cavalli, cavalieri e damigelle, tutti si radunano nell’affollata Piazza Grande per assistere alla spettacolare esibizione del Gruppo Sbandieratori, che precede l’inizio della Giostra vera e propria. Dal fondo della piazza, mentre i tamburi rullano, il giostratore spinge il cavallo al galoppo e, con la lancia in resta, colpisce il ‘Saracino’, la sagoma del buratto armato di mazzafrusto, su cui è scritto il punteggio ottenuto. Il risultato viene commentato dalla folla con un’esplosione inarrestabile di entusiasmo o di dissenso, a seconda della contrada di appartenenza del giostratore. Dopo le otto carriere stabilite, viene stilata una classifica e alla contrada vincitrice viene assegnata una lancia d’oro.
Fonte: www.arezzoturismo.it
Informazioni
Informazioni
Il corso è limitato a 24 studenti. Nel caso in cui le iscrizioni superino il numero di posti disponibili, verrà effettuata una selezione sulla base del curriculum vitae obbligatorio da allegare al modulo di iscrizione. Sarete informati al più presto dell’esito positivo o negativo della vostra iscrizione.
Quota e pagamento
La quota di iscrizione è di 450 € e include: lezioni con gli insegnanti dei corsi scelti, tutte le lezioni collettive e la partecipazione al concerto finale. Una volta accettata la domanda, è possibile procedere all’iscrizione e al pagamento direttamente presso Olive Music, Triodos Bank IBAN: NL75TRIO0390478784 BIC: TRIONL2U. Vitto e alloggio sono a carico degli studenti. Possiamo aiutarvi a trovare online camere o B&B in città. È prevista una cena collettiva organizzata dal corso al prezzo fisso di circa 25 €, dopo il concerto finale.
Il bonifico bancario, con causale “Settimana Musicale del Trecento”, dovrà essere effettuato sul seguente conto:
Olive Music v.o.f. Triodos Bank, Paesi Bassi IBAN NL75 TRIO 0390478784 BIC TRIONL2U
oppure tramite PayPal.
Iscrizioni
Le domande di iscrizione devono essere presentate entro e non oltre il 2 giugno 2026, compilando il modulo online. Le domande saranno accettate in ordine di arrivo, quindi non esitate a registrarvi! La domanda deve includere il curriculum vitae dello studente in formato PDF: è possibile caricare il CV subito dopo l’invio della domanda o cliccando su questo link.
Nella domanda, indicare eventuali riferimenti (nome, cognome) ad altre persone del gruppo (3 o più persone) al fine di ottenere una riduzione sulla quota. La domanda sarà considerata completata e quindi definitivamente accettata A SEGUITO DEL RICEVIMENTO DEL PAGAMENTO della quota totale, € 450, tramite bonifico bancario con causale “Settimana Musicale del Trecento” sul conto corrente indicato di seguito: Olive Music v.o.f. Triodos Bank, Paesi Bassi, IBAN NL75 TRIO 0390478784, BIC TRIONL2U, oppure tramite PayPal.
Conferma e cancellazione
Le domande di iscrizione dovranno pervenire entro e non oltre il 15 giugno 2026. La conferma dell’accettazione o del rifiuto della domanda sarà comunicata il prima possibile. In caso di risposta negativa, la quota versata verrà rimborsata integralmente o, su richiesta, la domanda verrà inserita in una lista d’attesa. In caso di ritiro entro il 20 giugno, la quota di iscrizione versata verrà rimborsata decurtata di €50 per spese amministrative; dopo tale termine, non sarà più possibile ottenere un rimborso.
Come arrivare
Arezzo si trova in Toscana, al confine con Marche e Umbria, ben collegata ai principali aeroporti della regione (Pisa e Firenze) e alle regioni limitrofe Perugia e Bologna.
In auto: Arezzo è raggiungibile in auto da Firenze o Roma tramite l’Autostrada del Sole (Milano-Napoli), uscendo al casello di Arezzo. Da qui sono circa 10 km per raggiungere il centro città: seguire le indicazioni per il Parcheggio Pietri. Raggiungi Casa Petrarca dal Parcheggio Pietri: https://goo.gl/maps/W7kTRDQP59PmTwdD7
In treno: la stazione ferroviaria di Arezzo si trova lungo la linea ferroviaria Bologna-Roma. La stazione è servita da collegamenti giornalieri con treni Intercity per Firenze, Roma e il resto d’Italia. La TFT (Trasporto Ferroviario Toscano) del gruppo LFI gestisce le linee ferroviarie per Arezzo-Sinalunga e Arezzo-Stia. Come raggiungere Casa Petrarca dalla stazione: https://goo.gl/maps/C47rLm6Wgss
In autobus: Arezzo è collegata alla Valdichiana, alla Valtiberina, al Pratomagno, al Casentino e al Valdarno da una rete di collegamenti gestita da ATAM e Autolinee Toscane (AT).
Dall’aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze-Peretola in auto: prendere l’autostrada A1 in direzione Roma con uscita Arezzo; in treno: tram o taxi dall’aeroporto fino alla stazione di Santa Maria Novella. Da lì, prendere il treno per Arezzo, Chiusi, Foligno o Roma (esclusi EuroStar).
Dall’aeroporto Galileo Galilei di Pisa, in auto: prendere l’autostrada A11 fino a Firenze e poi l’A1 fino ad Arezzo; in treno: alla stazione di Pisa Aeroporto, prendere la navetta per la stazione di Pisa Centrale. Da lì, prendere il treno per Firenze Santa Maria Novella e da lì, prendere i treni per Arezzo, Chiusi, Foligno o Roma (esclusi EuroStar). Distanze stradali da Arezzo: Cortona 29 km; Firenze 74 km; Siena 89 km; Perugia 92 km; Roma 218 km.
Iscrizioni
Per inviare la tua candidatura, compila il seguente modulo entro il 2 giugno 2026.
Contatti
Per iscrizioni o domande, visita il sito ufficiale o scrivici via email.
Eleonora Nardone
eleonora.nardone@gmail.com
Kees Boeke
kees@settimanamusicaledeltrecento.it
ksboeke@gmail.com
Tel: +39 333 5001624
Jill Feldman
jillann52@me.com
Tel: +39 333 5029039





